Le ossidazioni localizzate

Le ossidazioni localizzate

9 Dicembre 2020 0 Di Facto Edizioni

/ di Aldo Avancini /

Introduzione a un tema nel quale non è sempre facile trovare delle risposte  /

Ing. Aldo Avancini / Proposta Srl

È molto complesso il problema delle ossidazioni localizzate nelle attrazioni, evidenziate spesso dalla formazione di ruggine o dall’asportazione di scaglie di vernice dello strato superficiale nelle strutture metalliche immerse in acqua o comunque soggette a frequenti bagnature, anche quando queste sono protette. La complessità deriva dalla differenza dei comportamenti del rivestimento che può essere anche macroscopica.

Occorre innanzitutto precisare che due sono le domande a cui rispondere, ovvero:

se il ciclo richiesto/proposto a cui è stata sottoposta la struttura metallica fosse il più idoneo per l’applicazione prevista; 

accertato questo, se comunque il ciclo di cui è stata fornita attestazione sia stato eseguito correttamente.

Alla prima domanda la risposta è reperibile solamente nella documentazione di richiesta offerta/conferma contrattuale che è intercorsa fra le due parti, documentazione che spesso è vaga e non correttamente esaustiva, possibile fonte quindi di amare sorprese.

Prendendo a puro titolo indicativo un ciclo di zincatura per immersione e sopraverniciatura, spesso considerato completo, vorrei sottolineare due aspetti, che scontano le specifiche problematiche; innanzitutto sussiste la necessità di un periodo di riposo dopo la pulizia meccanica della superficie zincata ma in secondo luogo c’è una rilevante difficoltà infine di avere certezza degli spessori in casi di più strati, in quanto non verificabili con misurazioni spessimetriche certe. Aggiungo anche come a volte si osservi un’accentuata ossidazione sui bordi delle flange di base ma non sulle saldature, quindi un distacco di scaglie di vernice dalla superficie zincata senza traccia alcuna dell’avvenuto aggrappo.

In merito alla prima evidenza, si sottolinea come non avendo evidenza di ossidazione nelle saldature di componenti protetti per immersione in bagno di sali fusi (le saldature sono normalmente la parte “meccanicamente alterata” come composizione metallografica e livello di energia, e quindi le prime ad essere investite da questo fenomeno) permette di confermare che il trattamento è stato corretto.

Ma è sul secondo punto che nascono dubbi generati dall’evidenza visiva. Flange o componenti  tagliati possono presentare un accenno di tempra sullo spigolo o sulla superficie tagliata (accenni di tempra puntuali possono presentarsi anche per esami ndt MT)  specie se dopo il tipico utilizzo del taglio, non se ne disperde il maggior valore energetico creato sui bordi.

Mancando questo, ed in presenza di un elettrolita anche diluito (acqua di piscine o pioggia leggermente acida), l’aumentato valore energetico locale fornisce un mezzo di trasmissione fra i due poli identificabili come metallo meccanicamente alterato >>liquido elettrolita >>metallo non meccanicamente alterato, creando di fatto una pila che, sfruttando lo status energicamente più elevato del bordo rispetto all’interno flangia, genera il fenomeno localizzato. Un fenomeno poco noto ma molto visibile in un qualsiasi cantiere con le barre per calcestruzzo piegate per il trasporto, posate a terra, ed arrugginite solamente nella parte curvata (deformata, quindi a livello energetico superiore) ma non negli spezzoni diritti.

La seconda problematica che si propone attiene allo scarso o inadeguato invecchiamento dopo la zincatura per immersione, tecnologia che di fatto rilascia gas (idrogeno) all’interfaccia con il metallo base. Ove il rivestimento venga operato con spessori importanti, e non adeguatamente invecchiato per permettere la fuoriuscita del gas, ma immediatamente sovraverniciato, il gas riesce comunque a fluire attraverso lo strato zincato ma non attraverso la verniciatura, provocando il distacco della vernice stessa, inalterata la superficie zincata. Si tratta del cosiddetto “hydrogen imbrittlement”, fenomeno comune, molto più frequente di quando si pensi, specialmente se in cicli molto brevi fra le varie fasi. 

Articolo estratto da Games&Parks Industry Dicembre 2020, pagina 76

Ing. Aldo Avancini /  Proposta Srl / proposta_design@yahoo.it

® Riproduzione riservata