La corsa ai vaccini: il punto sulla situazione globale

La corsa ai vaccini: il punto sulla situazione globale

2 Febbraio 2021 0 Di Oscar Giacomin

La vaccinazione di massa anti-Covid nel mondo continua a ritmi serrati, con Israele, Regno Unito e Stati Uniti in testa, decisi a rispettare i loro ambiziosi obiettivi. A oggi (siamo a metà febbraio), secondo i dati raccolti da Bloomberg, sono 173 milioni le dosi di vaccino che sono state somministrate in 77 nazioni. Tra i Paesi europei spicca la Gran Bretagna che per prima nel Vecchio Continente ha dato il via alla campagna di immunizzazione. Superata la soglia delle 15 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose, Londra ha raggiunto così l’obiettivo di coprire entro il 15 febbraio le prime quattro fasce di rischio con almeno un’inoculazione.

Sono a buon punto anche gli Usa di Joe Biden, che aveva promesso 100 milioni di vaccinati entro i primi 100 giorni della sua presidenza. Il numero di americani che ha ricevuto almeno una dose del vaccino ha superato da qualche giorno quello dei contagiati e la media giornaliera è di un milione 368 mila dosi inoculate: a questo ritmo il traguardo verrebbe raggiunto in 73 giorni, quasi un mese prima del previsto.

In Israele la campagna di inoculazione prosegue a passi da gigante in vista delle elezioni del 23 marzo, le quarte in due anni, in cui il premier Benjamin Netanyahu si gioca l’ennesima rielezione anche su questo tema. Su 9 milioni di abitanti, sono quasi 6,4 milioni le dosi inoculate, pari a 70,46 dosi ogni 100 persone; il 42,8% dei cittadini ha ricevuto la prima dose mentre il 27,7% entrambe. Alla luce del calo dei contagi, il governo israeliano sta ragionando sulla riapertura di negozi e servizi, puntando a ‘premiare’ i vaccinati. Così, centri commerciali, palestre, hotel e altre strutture potrebbero già riaprire i battenti da fine mese per chi ha un certificato di immunità.

Nella Russia di Vladimir Putin, a un mese dall’avvio della campagna di vaccinazione, il numero preciso delle persone che hanno ricevuto il siero non è noto. Il dato non viene ancora divulgato ufficialmente e ci sono solo informazioni frammentarie. Secondo Denis Logunov, vicedirettore per la ricerca scientifica del Centro Gamaleya, dove è stato sviluppato il siero Sputnik V, almeno 2,2 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose. Alcuni funzionari pubblici hanno riferito al sito indipendente Meduza che i dati sui vaccinati saranno presto pubblicati sul sito ‘Stopcoronavirus.rf’, ma non è stato specificato quando e in quale forma.

Il ministero della Salute della Federazione Russa, responsabile della raccolta delle informazioni sulla vaccinazione, non ha ancora dato il consenso definitivo a tale pubblicazione.

Poca chiarezza sui numeri anche in Cina dove finora sono state somministrate solo 40,52 milioni di dosi, pari a 2,89 dosi ogni 100 persone. Pechino sembra stia dando la priorità alla ‘diplomazia del vaccini’ rispetto al programma di inoculazione nazionale, con le case farmaceutiche cinesi che esportano più dosi di vaccino di quante ne vengono somministrate in patria. Secondo il giornale di Hong Kong, ‘South China Morning Post’, la Cina ha esportato almeno 46 milioni di dosi di vaccini o dei loro ingredienti attivi nel mondo. Secondo alcuni analisti, il successo della Cina nel controllare l’epidemia in casa ha ridotto la necessità di correre con la campagna vaccinale.

In Francia, dove è esplosa una polemica per la lentezza nell’avvio della campagna vaccinale, a oggi hanno ricevuto la prima dose poco più di 2,2 milioni di persone e quasi 650 mila sia la prima che la seconda dose.

Polemiche anche in Brasile per la lentezza della campagna di inoculazione e per le forniture in ritardo: finora solo circa 5 milioni di persone (2,4%) sono state immunizzate, nonostante il Paese latino-americano abbia una lunga tradizione nel campo, con un programma di vaccinazione riconosciuto in tutto il mondo. Intanto, il presidente Jair Bolsonaro ha discusso con Netanyahu l’avvio di una collaborazione per lo sviluppo di farmaci e vaccini contro il coronavirus, facendo riferimento a uno spray nasale sviluppato dall’Ichilov Medical Center in Israele, che avrebbe un’efficacia vicina al 100% nei casi gravi (29 su 30).

In Italia circa 3 milioni di persone sono state sottoposte a vaccinazione e di queste poco meno di 1,3 milioni hanno già fatto il richiamo. In Spagna, invece le dosi somministrate sono state oltre 2,4 milioni e oltre un milione di persone ha già ricevuto la seconda.

In Germania sono più di 2,7 milioni i tedeschi vaccinati contro il coronavirus, stando ai dati aggiornati del Robert Koch Institut; di questi, a poco più di 1,4 milioni è stata somministrata la seconda dose del siero BioNTech/Pfizer, il primo ad essere approvato nell’Unione europea.

In Portogallo, su una popolazione di circa 10 milioni di abitanti, sono state somministrate poco più di 500 mila dosi, mentre la Turchia ha inoculato poco più di 4 milioni e mezzo di dosi di Sinovac ai propri cittadini (3,9 milioni hanno ricevuto la prima dose, mentre a poco meno di 630 mila è arrivata anche la seconda).

Infine, è da notare che oltre 6 milioni di dosi sono state somministrate in 12 Paesi di un’ampia regione che si estende dal Nord Africa al Medio Oriente, dal Marocco al Pakistan. 

Oscar Giacomin  / General Manager, Facto Edizioni

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