IL LAVORO NON È UN GIOCO!

IL LAVORO NON È UN GIOCO!

12 Marzo 2021 0 Di Facto Edizioni

/ Questo mese i lavoratori del gaming italiano sono scesi in piazza a Milano e Roma contemporaneamente per sollecitare la riapertura delle attività economiche del settore  /

Due delle più celebri piazze d’Italia – Piazza del Popolo a Roma e Piazza Duomo a Milano – sono state pacificamente invase lo scorso 18 febbraio da oltre 5 mila lavoratori del gioco legale scesi a protestare non per chiedere sussidi, ma la possibilità di lavorare e tornare quindi ad aprire i propri locali dopo 220 giorni di chiusura forzata a seguito della pandemia. Perché, come recitava lo slogan della manifestazione, “Il lavoro non è un gioco!”.

La duplice manifestazione, svoltasi in contemporanea nel cuore delle due città nel pieno rispetto di tutti i protocolli di sicurezza, è stata promossa da un gruppo di imprese riunite temporaneamente sotto la sigla ATI (Associazione Temporanea Imprese) Gioco Lecito, con il supporto delle principali associazioni di categoria e di circa 260 aziende del comparto (gestori di apparecchi, imprese fornitrici, esercizi pubblici, sale bingo, sale Vlt, sale scommesse).

Forse per la prima volta nella storia dell’automatico italiano, l’intero settore si è compattato in un’azione collettiva univoca per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul grave stato di difficoltà in cui versano i 150 mila lavoratori del settore (400 mila persone, calcolando i loro nuclei familiari), il quale è attualmente ancora fermo e senza certezze sulla data di ripresa. A gran voce, tutti hanno chiesto, in primo luogo, la riapertura immediata delle attività nelle zone gialle del Paese, sempre nel rispetto dei rigidi protocolli antiCovid, che gli operatori hanno fatto propri già da oltre sei mesi, e con l’adozione di misure persino più severe rispetto ad altri settori che sono però già stati riaperti. In secondo luogo,  i manifestanti hanno chiesto la convocazione di un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e associazioni di categoria per trovare una soluzione ai problemi del comparto, tra cui premono la questione territoriale e l’accesso al credito.

“Non chiediamo nessun trattamento di favore” ha detto il portavoce di ATI Gioco Lecito, Riccardo Sozzi. “Solo che ci vengano riconosciute le stesse garanzie previste per gli altri settori economici e categorie di lavoratori. Le attività di gioco, oltre a essere autorizzate con licenze, costituiscono un’importante entrata fiscale per…

Continua a leggere Play Machine Europe Febbraio 2021, pagina 22

Foto Courtesy: crigaonline.it, atigiocolecito.it

© Riproduzione riservata