Il problema dell’acciaio

Il problema dell’acciaio

1 Giugno 2021 0 Di Facto Edizioni

/ La nuova frontiera della decarbonizzazione: l’acciaio verde /

Gli ottovolanti in legno piacciono a tutti, ma è risaputo che senza acciaio non potrebbero esistere molte delle attrazioni che tanto amiamo, dai luna park ai parchi divertimenti. L’acciaio si trova ovunque nel mondo, è essenziale per le opere di ingegneria e per l’edilizia, ben al di là dei confini del nostro settore.

Eppure dal punto di vista ambientale è quasi inaccettabile. Dopo la generazione di energia, la produzione di acciaio è la maggiore fonte di anidride carbonica al mondo, dato che rappresenta circa l’8% di tutte le emissioni da combustibili fossili. Secondo la World Steel Association, l’associazione mondiale del settore, nel 2020 in tutto il mondo sono stati prodotti circa 1.864 milioni di tonnellate di acciaio, e per ogni tonnellata prodotta sono state immesse in atmosfera da una a due tonnellate di anidride carbonica. Di conseguenza la produzione di acciaio sta diventando un punto chiave nella lotta ai cambiamenti climatici e finalmente si stanno facendo passi per dare al mondo un acciaio più verde.

Ma perché la produzione di acciaio è così dannosa per l’ambiente? La ragione sta nei metodi usati. L’acciaio si ottiene principalmente dal minerale ferroso: per fonderlo e separare il ferro dall’ossigeno presente nel minerale (sotto forma di ossido di ferro), serve un’enorme quantità di energia. Attualmente questo processo avviene soprattutto negli altiforni, portati a temperature di oltre 1.000°C e alimentati con carburanti a base di carbonio come il carbone o il gas naturale, usando il coke (un materiale ricavato dal carbone) come agente riducente per rimuovere l’ossigeno. Il processo è lo stesso da molto tempo e anche se si stanno studiando delle alternative finora il costo sembrava impraticabile. “Queste tecnologie faranno aumentare il costo del nostro acciaio. Non è economico e i nostri clienti devono essere pronti a pagare”, ha detto Lakshmi Mittal, direttore esecutivo di ArcelorMittal, il maggiore produttore di acciaio in Europa.

Comunque le nuove tecnologie sono allo studio già da più di dieci anni. La multinazionale italiana Danieli, leader nella produzione di impianti siderurgici, ha costruito un impianto ibrido negli Stati Uniti (con apertura prevista nel 2022), usando l’energia fotovoltaica come una delle forme di alimentazione disponibili. L’azienda ha anche lavorato al metodo che permette agli impianti di usare gas naturale o metano come agente riducente al posto del coke. L’idea poi è di sostituire ulteriormente il metano con l’idrogeno, per “un’evoluzione ancora più green”, ha affermato il direttore tecnico Rolando Paolone. “L’idrogeno, nel processo produttivo, si lega con l’ossigeno producendo acqua come scarto”. Però per l’azienda potrebbero passare diversi anni prima che questa tecnica prenda piede: “La disponibilità dell’idrogeno a costi concorrenziali è il vero problema oggi”.

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Continua a leggere Games & Parks Industry Maggio 2021, pagina 8

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