La dolce vita di Rimini

La dolce vita di Rimini

3 Novembre 2021 0 Di Facto Edizioni

/ Inaugurato ad agosto il nuovo museo che Rimini dedica al maestro Federico Fellini /

Chiunque visiti Rimini, magari in occasione dell’Enada, non può non pensare al grande maestro nato in quella città: Federico Fellini. E proprio a lui è dedicato il nuovo museo diffuso inaugurato ad agosto, il più grande progetto museale mai dedicato al genio di Fellini, che vuole porsi per la città romagnola con lo stesso ruolo e centralità che il Museo Guggenheim ha per Bilbao.

“Il Fellini Museum – si legge nella presentazione ufficiale del progetto – non intende interpretare il cinema del regista riminese come opera in sé conclusa, come sacrario o omaggio alla memoria, ma esalta l’eredità culturale di uno dei più illustri registi della storia del cinema.” E per farlo riunisce allestimenti interattivi, proiezioni di estratti dei suoi film, una sezione documentale con disegni di scena originali e altri oggetti e fotografie, ma anche un’attenzione particolare ai luoghi, agli spazi amati e interpretati dal regista.

Il Fellini Museum infatti si articola lungo tre punti cardine del centro storico di Rimini: Castel Sismondo, rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; il Palazzo del Fulgor, un edificio di origine settecentesca che al piano terra ospita l’omonimo cinema immortalato in Amarcord; e Piazza Malatesta, una grande area urbana con porzioni a verde e arene per spettacoli e installazioni artistiche. Il progetto è stato realizzato con la direzione artistica di Studio Azzurro, su progetto architettonico e allestimenti di Orazio Carpenzano e Studio Tommaso Pallaria, mentre tutta l’identità visiva e grafica è stata realizzata dallo Studio FM di Milano.

Il risultato è un museo di concezione modernissima con molti spazi e molte proposte da esplorare. A Castel Sismondo, per esempio, c’è una sala dedicata allo strumento cinematografico principe dell’espressività felliniana, il braccio estensibile dolly. Questo braccio mobile è montato su un camioncino azzurro ripreso dalla scena del Grande Raccordo Anulare in Roma, sulla cui sommità sono installati tre video-proiettori che proiettano questa e altre sequenze in cui il regista utilizza il dolly, come l’incerto deambulare di Marcello Mastroianni in film come ‘La dolce vita’ o ‘8 e ½’. In un’altra sala il visitatore si riflette in uno specchio magico in cui si attiva una galleria d’immagini delle mitiche “buste” dove il regista teneva le “facce” e la corrispondenza con le comparse, o i bozzetti con cui dava indicazioni a costumisti e scenografi. C’è poi la camera della musica, dove un’enorme sfera di acciaio, come nel film ‘Prova d’orchestra’, è dedicata a compositori e musicisti che hanno collaborato con il grande regista, tra cui il maestro Nino Rota, che ha lavorato con Fellini  dal 1952 al 1979. 

Il secondo spazio espositivo, il Palazzo del Cinema Fulgor, è rilevante proprio perché ospita il cinema più vecchio di Rimini, quello dove Fellini vide per la prima volta un film e si innamorò della settima arte. Il cinema in sé è ancora attivo e proietta film d’autore, mentre ai tre piani superiori…

Continua a leggere Play Machine Europe Settembre 2021, pagina 40

Foto Courtesy: Museo Fellini, ph. Lorenzo Burlando

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