L’anno del Dragone

L’anno del Dragone

1 Novembre 2021 0 Di Facto Edizioni

/ L’apertura ufficiale di Universal Beijing Resort e cosa significa per il mercato in Cina e altrove /

“Nel processo di integrazione culturale delle culture mondiali, la creazione di Universal Beijing Resort ha aggiunto un nuovo fascino a quella capitale millenaria che è Pechino. Sono convinto che Universal Beijing Resort possa guardare avanti a un futuro luminoso e promettente”. Sono state queste le parole con cui Song Yu, segretario di partito e presidente del Beijing Tourism Group, ha accolto l’apertura ufficiale del nuovo resort Universal in Cina lo scorso 20 settembre. Il progetto, che “ha richiesto 20 anni di lavoro”, per usare le parole del presidente e amministratore delegato di Universal Parks & Resorts Tom Williams, rivoluzionerà sicuramente il panorama dei parchi a tema in Cina, ma anche in tutto l’Estremo Oriente e l’Asia.

Dopo 20 giorni di apertura sperimentale esclusivamente su invito, il resort di Pechino ha aperto al pubblico con un parco tematico, Universal Studios Beijing, oltre a Universal CityWalk Beijing e due spettacolari hotel, l’Universal Studios Grand Hotel e il NUO Resort Hotel. Fin da subito si è dimostrato un successo tra la gente della zona: quando i biglietti sono stati messi in vendita il 14 settembre, i posti per il giorno dell’apertura sono stati esauriti in appena un minuto, e un totale di oltre 10.000 biglietti sono stati venduti nei primi minuti. Nel giro di mezz’ora erano completamente prenotate anche tutte le camere dell’Universal Studios Grand Hotel per le date dell’apertura. Si prevede che il resort accolga tra i 10 e i 12 milioni di visitatori l’anno e generi un fatturato annuo di oltre 1,55 miliardi di dollari.

L’attenzione è giustificata, perché il resort ha molto da offrire. Il parco Universal Studios, il quinto al mondo, è composto da sette aree tematiche con ben 37 attrazioni. Alcune sono giostre già viste in altri Universal Studios, per esempio il Decepticoaster nella zona Transformers, l’area Wizarding World of Harry Potter con Harry Potter and the Forbidden Journey e Flight of the Hippogriff, o ancora il simulatore dedicato ai Minions; però non mancano alcune novità, come l’area tematica Kung Fu Panda Land of Awesomeness. Quasi tutta al coperto, questa zona squisitamente cinese include attrazioni come Po’s Kung Fu Training Camp, Carousel of Kung Fu Heroes e Kung Fu Panda Journey of the Dragon Warrior, come pure punti ristoro a tema tra cui Mr. Ping’s Noodle House.

E questo è solo l’inizio.

Un futuro più brillante

Appena tre giorni dopo l’apertura ufficiale, un funzionario dell’Ufficio municipale della cultura di Pechino ha annunciato la presentazione dei progetti per la costruzione della seconda e della terza fase di Universal Beijing Resort; per l’ampliamento incluso nella fase 2 si prevede l’apertura nel 2025. Tutto questo fa parte di un progetto più ampio volto alla trasformazione di Pechino in una città internazionale dal punto di vista dei consumi. Si prevede che le prossime fasi di costruzione di Universal creeranno circa 100.000 posti di lavoro in zona, di cui circa 10.000 come dipendenti del resort.

“Universal Beijing Resort è l’esempio tangibile del tipo di collaborazione internazionale che rappresenta il meglio del meglio del nostro settore”, ha affermato il presidente del consiglio di amministrazione di TEA International, Chuck Fawcett. “La Cina è un centro di crescita per l’industria delle esperienze a tema e continuerà a esserlo per diversi anni”.

In effetti Universal Beijing è appena un pezzo del puzzle: tutta la Cina sta diventando una zona calda per le attrazioni a tema. “La creazione di Universal Beijing Resort e la continua espansione del Shanghai Disney Resort portano avanti la traiettoria crescente del settore e rafforzano la nozione di qualità nell’entertainment per i parchi cinesi e asiatici, alzando l’asticella per l’uso della tecnologia e dei media e facendo da apripista per gli altri parchi e per ogni genere di attrazioni che seguiranno”, hanno scritto Chris Yoshii e Beth Chang, che hanno analizzato i dati relativi ai mercati asiatici per il TEA/AECOM 2020 Index. 

Con più di 1,4 miliardi di abitanti, nel 2021 la Cina è ancora il paese più popolato al mondo, e adesso che si sta aprendo al mondo (nonostante le guerre dei dazi e nonostante sia ancora un paese comunista), per i marchi internazionali ha senso cercare di conquistare questo nuovo mercato. Dopo Universal e Disney, anche Paramount, Triple Five Group (con licenza Nickelodeon da ViacomCBS), Six Flags e Merlin Entertainments hanno progetti in corso nel paese asiatico. Merlin, per esempio, ha all’attivo tre parchi Legoland in diverse fasi di costruzione in Cina: uno a Sichuan, che dovrebbe essere pronto per l’autunno 2023, uno a Shanghai, previsto per settembre 2024 come il Legoland più grande del mondo, e un terzo a Shenzhen (anche questo con apertura prevista nel 2024), che con nove zone tematiche, oltre 100 attrazioni, un parco acquatico, tre hotel e 1.100 camere a tema Lego toglierà ben presto il primato a quello di Shanghai.

Naturalmente il paese è molto interessato ad attirare questo tipo di investimenti esteri, che di solito portano a una crescita economica ben al di là dei posti di lavoro creati: “Uno yuan speso in un parco tematico come Universal Studios può portare un valore aggiuntivo di altri 10-20 yuan di spesa”, afferma Lin Huanjie, direttore dell’Istituto per gli studi sui parchi a tema in Cina.

La risposta cinese

Se gli investimenti esteri fanno felici i funzionari e i capi del partito, i parchi gestiti da imprese locali hanno più da temere. Il primo parco a tema ad aprire i battenti nel paese fu lo Splendid China nel 1989; nel 2019 in Cina c’era un totale di 339 parchi a gestione locale, con un fatturato annuo totale pari a oltre 47 miliardi di dollari. Però gli attori internazionali stanno erodendo rapidamente il mercato con personaggi e IP più noti. Happy Valley Beijing, per esempio, ubicato a soli 18km da Universal Studios, perderà probabilmente una parte del suo pubblico, soprattutto nei primi anni di attività del nuovo parco.

Eppure Happy Valley ha registrato un’affluenza record di 50 mila visitatori durante una festa nazionale…

Continua a leggere Games & Parks Industry Novembre 2021, pagina 18

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