Naturalmente

Naturalmente

1 Settembre 2021 0 Di Facto Edizioni

/ Focus su una nuova tipologia di attrazioni turistiche che sta prendendo piede nel mondo: scenari naturalistici di valore diventano così fruibili a tutti da una nuova prospettiva /

Per millenni l’uomo è stato parte dell’ambiente naturale. Ha costruito i suoi giacigli tra gli alberi o in grotte e vissuto di ciò che riusciva a cacciare, pescare, coltivare o allevare. Oggi vive in città, lavora davanti al computer o a qualche macchinario in fabbrica, apre la finestra di casa e vede solo palazzi di cemento: non ha più quel rapporto simbiotico con la natura, e quell’energia primordiale manca anche alla sua anima. Per questo cresce sempre di più il numero di coloro che ricercano il contatto perduto con l’ambiente naturale come fonte di benessere e terapia antistress: una sorta di medicina preventiva per la quale non serve ricetta, ma i cui benefici sono reali e comprovati da studi scientifici. 

Il ritorno alla natura può avvenire nei modi più svariati: dalle vacanze in agriturismo, alle verdure coltivate negli orti sociali, dalla pratica del forest bathing a quella di sport all’aria aperta, come il climbing o il parapendio, eccetera eccetera.

Mosso da questo ritorno a Madre Natura è anche il crescente successo che negli ultimi anni stanno riscuotendo in giro per il mondo attrazioni turistiche ‘green’ ed ‘esperienziali’ di nuova concezione: torri d’osservazione a spirale alte decine di metri e costruite con un impatto ambientale minimo in contesti naturalistici incantevoli, tradizionalmente di montagna. Salendovi a piedi per una dolce rampa a chiocciola immersi nella natura, si gode in tranquillità di panorami mozzafiato da ogni prospettiva per arrivare su fin oltre le chiome degli alberi a dominare totalmente il paesaggio circostante. 

Un’esperienza che chi ha provato definisce con entusiasmo “suggestiva” e “memorabile” e che nella quasi totalità dei casi viene associata a percorsi naturalistici altrettanto emozionanti che fungono per così dire da introduzione all’attrazione clou, con camminamenti pavimentati per scoprire la vegetazione a diverse quote che si snodano tra i boschi (anche per oltre un km e con altezze fino a 20-25m da terra) e sono quasi sempre punteggiati da aree di sosta con attività didattiche e di intrattenimento. Un bel modo per calarsi anima e corpo nella natura, imparare a conoscerla in maniera diretta e divertente e sensibilizzarsi ai temi della sua salvaguardia, oggi più che mai importanti.

Torri dalle tante forme

Le abbiamo definite torri, ma in realtà le forme che possono avere queste particolari tourist attraction non sono necessariamente quelle delle torri più classiche. Lo sviluppo verticale per metri e metri è il tratto comune, così come l’uso prevalente di legno e acciaio, ma le soluzioni adottate sono in molti casi delle grandi sfide ingegneristiche e architettoniche.

In Germania, per esempio, non lontano da Monaco di Baviera, sulle sponde del lago Steinberg, all’interno dell’inMotion Park dal 2019 c’è l’Erlebnis Holzkugel: una torre che è in realtà una gigantesca sfera in legno di larice e abete alta 40m, con un peso che supera le 500t, per la cui progettazione sono serviti due anni e più 15 mesi per la realizzazione coinvolgendo varie aziende tedesche (tra queste Hess Timber che ha progettato e costruito l’attrazione). All’interno di questa sfera dalla struttura ‘aperta’ c’è un percorso di 600m che porta fino alla sommità da cui si gode di una splendida vista sul lago, nonché due ponti tibetani posti a 25m di altezza e 25 stazioni di gioco (passerelle, tavole di legno moventi ecc.). Al centro, poi, si trova uno scivolo chiuso d’acciaio a spirale lungo 250m che dalla cima della sfera porta fino a terra.

Uno scivolo simile, anche se lungo solo 80m, è anche all’interno della torre che si trova a Janské Lázně, fra i Monti dei Giganti della Repubblica Ceca al confine con la Polonia, all’interno del parco nazionale Krkonoše. Una struttura alta 45m che ricorda nella forma una corolla essendo più stretta alla base e più larga in cima. La sua particolarità va però anche oltre: il percorso naturalistico abbinato alla torre, lungo 1,5km, scende anche sottoterra portando in una grotta dove stupirsi di fronte allo spettacolo offerto da intricate e possenti radici di alberi che formano sculture.

Ad ennagono è invece la forma dell’unica torre panoramica esistente in Slovenia, aperta nel 2019 sul monte Rogla (in Stiria, nella parte nord-orientale del Paese), a circa 1.500m di altitudine. La struttura arriva a 37m di altezza ed ha anch’essa uno scivolo a tunnel (62m di lunghezza) e un percorso nel bosco di un kilometro.

Entrambe queste attrazioni sono di proprietà di joint venture in cui uno dei soci è la tedesca eak-Erlebnis Akademie, il più importante costruttore e operatore del settore in Europa, e forse anche nel mondo, considerato il suo portafoglio: 11 torri tra Germania, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Francia – quattro delle quali in partnership con altri – con un giro d’affari di 14,9 milioni di euro e un’affluenza di 1,8 milioni di visitatori (anno 2020). 

Nella sua patria, eak ha costruito alcune delle sue torri più stravaganti. Tra le chiome del Parco Nazionale della Foresta Bavarese, dal 2009 svetta quello che i locali chiamano “l’uovo”. La torre, vincitrice di premi nazionali come ‘architettura turistica d’eccellenza’ dai suoi 44m di altezza offre una magnifica vista che dà da un lato su territori ancora privi di traccia umana dominati da boschi e natura selvaggia, e dall’altro invece su aree coltivate. E lo sguardo può spingersi lontano, fino alle Alpi. 

Nell’unica isola della Germania, la verdissima Rügen nel Mar Baltico, c’è invece una torre d’osservazione di 40m che ha tutto l’aspetto di un nido d’aquila, e per complicare ancor più le cose per gli uomini di eak che l’hanno progettata, è stata costruita attorno a un faggio rosso di 30m. La rampa che sale a chiocciola per tutta l’altezza della struttura permette di toccarne le fronde e vederne la crescita, fino ad arrivare sulla cima e da lì ammirare panorami incantevoli tra boschi di faggi e aree paludose ricche di ontani. Non mancano uno scivolo chiuso di acciaio di 52m che parte da una piattaforma lì vicino, un percorso naturalistico e un centro informativo, realizzato con il sostegno della fondazione federale per l’ambiente DBU (Deutsche Bundesstiftung Umwelt), dove i visitatori possono approfondire le loro conoscenze in tema di ecosistemi locali attraverso mostre ed attività hands-on.

Originale per forma e magnifica per posizione è anche la torre costruita a Orscholz, nel Saarland (Germania sud-occidentale, al confine con Francia e Lussemburgo). È un semicilindro alto 42m che si ispira nella forma al celebre territorio su cui si affaccia: il Saarschleife, quel tratto del fiume Saar in cui questo disegna una spettacolare ansa a gomito. Si arriva alla torre solo attraverso un percorso di 1,2km che passa tra faggi, querce e abeti, e nelle vicinanze della torre dal 2020 c’è anche l’Adventure Forest, un’area di 7 mila metriquadri con playground e aree di sosta in cui, attraverso il gioco, le famiglie imparano a conoscere meglio la flora e la fauna locali. 

In questa carrellata non si può non citare anche la Forest Tower, torre a clessidra di 45m ideata dallo studio di architettura Effekt e realizzata da Arkhus, aperta nel 2019 nell’isola più grande della Danimarca, la Selandia; esattamente ad Haslev, a un’ora d’auto da Copenhagen, in una delle rare zone collinari della nazione, all’interno del più grande parco avventura danese, il Camp Adventure Park. Dalla sua sommità lo spettacolo lascia senza fiato: si domina la Selandia del sud e se il cielo è terso si può arrivare a vedere fino a una distanza di 50km e oltre, raggiungendo Copenhagen e Malmö in Svezia. 

“Al posto della forma cilindrica abbiamo preferito una curvatura iperbolica: garantisce maggiore stabilità strutturale, spazio per far crescere le fronde degli alberi adiacenti e un ponte d’osservazione in cima per accogliere il maggior numero possibile di visitatori” spiegano gli architetti di Effekt. La struttura, in legno di quercia reperito in situ e acciaio, poggia su una base in cemento e per costruirla è stato necessario installare una torre temporanea al centro, che garantisse stabilità durante il montaggio e la saldatura…

Continua a leggere Games & Parks Industry September 2021, pagina 24

Foto Courtesy: © inMotion, © eak

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