Tecnologia (e alcol) per un nuovo minigolf

Tecnologia (e alcol) per un nuovo minigolf

5 Marzo 2022 0 Di Facto Edizioni

/ La rivoluzione del minigolf arriva con Puttshack /

La scintilla dell’ispirazione è scattata in un incontro tra i fondatori di Topgolf, Steven e Dave Jolliffe, e Adam Breeden, che aveva già portato sul mercato versioni più social delle freccette, del ping pong e del bowling, con marchi come Fight Club Darts Bars o Bounce Ping Pong Bars. Era possibile trasformare anche il minigolf in un’attività più sociale e per adulti? I minigolf bar potevano avere successo?

La risposta è arrivata con una prima sede di Puttshack che ha aperto i battenti a Londra nel 2018 e ha ottenuto un successo immediato, al punto che ben presto si sono aggiunte altre tre sedi sempre nella capitale inglese. Il format è stato poi esportato negli Stati Uniti a metà 2021, dove oggi è presente con due sedi, ad Atlanta e a Chicago; altre aperture sono previste a breve a Miami, Boston, Houston, Scottsdale, St. Louis, Pittsburgh e Denver nel 2022, più Nashville e una seconda sede ad Atlanta per il 2023.

Ma che cos’è che rende Puttshack così diverso dagli altri minigolf, e qual è la base del suo successo? In primo luogo c’è la tecnologia. Il gioco usa una tecnologia brevettata chiamata Trackaball, che traccia ciascuna pallina durante la partita, tenendo conto di quante volte è stata colpita, di quanto si è mossa, eccetera. Così in pratica tutto il punteggio è automatizzato. Ma il sistema fa ben altro: tiene conto dei punteggi ottenuti dallo stesso giocatore in altre partite, anche in altre giornate, così può compilare classifiche dei migliori giocatori e permette a chi torna più volte di sapere come era andata sulla stessa buca nelle visite precedenti. Il gioco prevede anche bonus e rischi speciali, aggiungendo un nuovo livello di divertimento e rivoluzionando il modo in cui i gruppi giocano a minigolf.

L’altro aspetto importante è quello sociale, che trasforma un divertimento per famiglie in un’attività rivolta a un target adulto. Le strutture Puttshack sono prima di tutto bar dove la gente può rilassarsi e divertirsi quando esce la sera. L’alcol è una componente importante, così come la musica, con playlist curate per ogni singola struttura, DJ ed eventi dal vivo: “Abbiamo realizzato il nostro sogno di dare vita a un vivace marchio di social entertainment in cui la musica non è solo un’aggiunta secondaria, tutt’altro! La nostra passione inarrestabile per la musica è quello che dà vita all’esperienza per i nostri soci e i nostri ospiti”.

Per piacere al nuovo target, a Puttshack anche le buche sono diverse da qualsiasi altra cosa già vista. Ce n’è una basata su un quiz interattivo, una che sembra un flipper gigante, una che è una versione extra-large del gioco di birra-pong e una che richiama la pesca delle paperelle al luna park. E anche le regole del gioco sono state rivoluzionate per un’esperienza più divertente e social: vince chi arriva in buca in più mosse, invece che in meno. In questo modo tutti hanno la possibilità di vincere e il gioco diventa più accessibile, senza rinunciare all’aspetto competitivo.

“Abbiamo sviluppato Puttshack perché il golf potesse essere divertente per tutti”, ha affermato Steven Jolliffe. “Anche…

Continua a leggere Games & Parks Industry Febbraio 2022, pagina 29

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