Qua la zampa!

Qua la zampa!

2 Settembre 2025 Off Di Facto Edizioni

/ A Martigny, nel cantone vallese della Svizzera, è stato aperto il primo parco-museo al mondo dedicato al cane San Bernardo /

Tra i simboli che identificano la Svizzera nel mondo, il cane San Bernardo occupa un posto di eccezione, accanto al cioccolato, al formaggio e agli orologi. Come razza, questi cagnoloni dalla mole imponente e il cuore tenero hanno una storia che risale a molti secoli fa, e ha origine tra le nevi del passo alpino da cui hanno preso il nome, esattamente nella Casa di accoglienza dei canonici del Gran San Bernardo. Questa comunità religiosa, il cui rifugio era sulla via Francigena a oltre 2500m di altitudine sul confine italo-svizzero, offriva ristoro e soccorso ai pellegrini e viaggiatori che valicavano il colle, avvalendosi di grossi cani, robusti e adattati al freddo estremo, per salvare i viandanti dispersi per il maltempo o addirittura sepolti dalla neve. 

Da quei cani è derivata la razza dei San Bernardo, allevata per quasi 300 anni dagli stessi monaci, e la cui eredità dal 2005 è passata alla fondazione Barry, un ente senza scopo di lucro impegnato a portare avanti l’allevamento dei San Bernardo nel loro luogo di origine, a salvaguardare la razza e farla conoscere nelle sue tante qualità che ne fanno un simbolo di amicizia e solidarietà tra cane e uomo. 

Oggi, la vita dei San Bernardo è decisamente meno avventurosa rispetto al passato. Il Passo del Gran San Bernardo non è più così frequentato (anche perché oggi a collegare Svizzera e Italia c’è il tunnel), i sistemi di soccorso in montagna si sono evoluti – e i San Bernardo, con i loro oltre cento chili, sono troppo pesanti per essere calati dagli elicotteri – per cui questi cani non sono più impiegati come cani da valanga. Con il loro carattere placido e socievole, sono però oggi spesso animali da pet-therapy, dando supporto a malati, disabili, anziani e bambini in difficoltà.

Un parco-museo dedicato al San Bernardo

Dallo scorso giugno, i cani San Bernardo hanno anche un parco-museo interattivo dedicato a loro: è Barryland, aperto dalla Fondazione Barry a Martigny (Cantone Vallese della Svizzera), dove ha sede anche l’allevamento, e venuto a sostituire un museo tematico, ormai superato nello stile e insufficiente come spazio per l’interesse e l’afflusso di visitatori nazionali ed esteri.

L’edificio che ospita la struttura, che visto dall’alto somiglia all’impronta di una zampa di cane, ha una superficie di 2.400mq e sta all’interno di un parco di 22.000mq, perfetto per dimensioni per garantire ai San Bernardo una vita felice. È un’attrazione decisamente esperienziale, in cui il visitatore si cala nella storia e nei miti che circondano il San Bernardo, scoprendo anche i tratti che caratterizzano questa razza: cani soccorritori, amici, star, giocherelloni e bons vivants.

Grazie alla realtà aumentata e i racconti di narratori che appaiono come ologrammi l’ospite ha, per esempio, la possibilità di stare al colle del Gran San Bernardo, scoprirne la fauna, la flora, il clima e le gesta eroiche di soccorso dei cani in quell’ambiente. C’è anche una sezione dedicata al San Bernardo come icona della cultura svizzera, rappresentato nel tempo in centinaia di francobolli, cartoline postali, incisioni, manifesti pubblicitari, film, oggettistica di uso comune e altro ancora.

Ovviamente, non mancano nemmeno gli incontri con i cani in carne ed ossa. Infatti degli oltre 30 San Bernardo che vivono alla Barry Foundation, una dozzina ogni giorno arriva a Barryland. In agenda: cura attenta, passeggiate, giochi nel parco e coccole in sala relax. I visitatori possono così assistere ai diversi momenti, che vanno dalla spazzolatura ai percorsi agility, fino alle sedute di fisioterapia ed idroterapia per i soggetti che ne hanno bisogno.

Un progetto ambizioso a beneficio di tutta l’area

Con un investimento complessivo che supera i 25 milioni di franchi (ca. 27 milioni di euro), frutto di fondi propri, una mirata campagna di raccolta fondi e il sostegno di numerosi partner pubblici e privati, Barryland punta a raddoppiare il numero di presenze rispetto al vecchio museo, superando i 160.000 visitatori l’anno, e a diventare così anche motore per lo sviluppo del turismo e dell’economia locale. “La nostra città è cresciuta ed ha guadagnato in qualità come hub museale e di cultura” ha sottolineato all’inaugurazione di fine giugno David Martinetti, vicesindaco di Martigny

Continua a leggere Games & Parks Industry Settembre 2025, pagina 64

Foto Courtesy: ©Nicolas Beiner, ©Kévin Fasolato; ©Nelly Rodriguez

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