Suoni e cibo: il nesso c’è e si sente!
1 Settembre 2025/ Al MUSE di Trento è in corso una mostra ambiziosa che vuol fare conoscere e riconoscere il ruolo dell’udito nelle nostre esperienze alimentari /
“Si dice che si mangia anche con gli occhi. Vero, ma non solo. Anche le orecchie hanno un ruolo importante nel nostro approccio al cibo, anche se questo è di solito sottovalutato. Il tema, particolare e affascinante, viene esplorato nella nuova mostra “Food Sound, il suono nascosto del cibo” allestita al MUSE – il museo delle scienze di Trento progettato da Renzo Piano – che svela l’importanza della componente sonora nella nostra alimentazione, dalla stimolazione dell’appetito all’influenza sugli acquisti dei generi alimentari.
“L’idea di questa mostra è nata molti anni fa – racconta l’ideatore Vincenzo Guarnieri – quando ho ascoltato il racconto di alcuni bambini in visita a un’azienda di patatine fritte. Il rumore delle friggitrici a loro sembrava il pianto di altri bambini. Il racconto mi ha molto colpito e ho avuto l’intuizione che i suoni potevano essere impiegati efficacemente per promuovere consapevolezza sul cibo. Sono andato ad approfondire in letteratura scientifica e ho scoperto che esistevano delle ricerche estremamente curiose sul ruolo dei suoni nella nostra relazione con il cibo. A quel punto la mostra ha iniziato a prendere forma”.
Grazie alla ricerca nell’ambito delle neuroscienze, della psicologia, sociologia e antropologia possiamo dire, infatti, che ci alimentiamo anche con l’ascolto. Spesso, nell’esperienza alimentare ci si focalizza su gusto, vista, olfatto e tatto, ma anche l’udito conta. I suoni toccano corde profonde. Accendono ricordi lontani, generano emozioni, influenzano le nostre abitudini, il nostro modo di relazionarci con il contesto sociale e ambientale in cui viviamo, ed anche le nostre scelte d’acquisto.
Meraviglia, effetto sorpresa e partecipazione diretta sono i pilastri su cui si fonda questa mostra che usa un approccio esperienziale multisensoriale che riesce a trasformare la comune percezione del cibo. Questo grazie anche alle audio guide “supraGuide SPHERIC” prodotte dalla tedesca Tonwelt, fornite a ciascun visitatore. Si presentano come cuffie wireless ad alta tecnologia in grado di attivarsi automaticamente secondo la posizione del visitatore all’interno della mostra e grazie ai padiglioni flessibili non devono essere tolte per ascoltare il vicino se sta parlando. Il loro grande plus è comunque l’audio 3D: trasmettono suoni binaurali e ASMR (acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, risposta autonoma del meridiano sensoriale) che immergono l’utilizzatore in uno spazio acustico virtuale, percepito però come assolutamente naturale, che sfrutta suoni reali ma anche immaginari o evocativi, con un effetto wow garantito.



“Food Sound, il suono nascosto del cibo” è suddivisa in 5 sezioni tematiche, ciascuna dedicata a uno specifico aspetto del rapporto suono-cibo. La prima – Prologo – introduce al mondo dei suoni e dell’udito, facendo esplorare al visitatore come il nostro cervello rielabora i suoni attraverso effetti sonori, luci e proiezioni scenografiche che simulano le onde sonore.
Da qui si passa alla Cucina, dove ci si cala nei suoni tipici di questo luogo del nostro quotidiano (per esempio, il tintinnio delle pentole e il crepitio delle pietanze sul fuoco) per scoprire le emozioni e i ricordi che evocano. La Strada dei Ristoranti esplora invece il ruolo dei suoni in varie tipologie di locali di ristorazione: la trattoria, il ristorante stellato, il chiosco dello street food, il fast food, il ristorante futuristico o al buio. Ogni ambiente ha il suo soundscape personalizzato e il visitatore ha anche modo di “degustare” un piatto con l’udito, scambiando impressioni e sensazioni con gli altri commensali.
La mostra del MUSE porta a riflettere anche sull’impatto dei suoni sui nostri consumi. Nel Mercato delle Illusioni i visitatori devono compiere scelte alimentari basandosi solo sul suono: un esperimento che prende spunto da ricerche scientifiche secondo cui l’udito gioca un ruolo chiave nella formazione delle nostre preferenze. In particolare, si indaga come il packaging, i suoni associati al cibo e le ambientazioni acustiche possano modificare il nostro rapporto con il prodotto, facendo emergere il potere del suono nel marketing agroalimentare.
L’ultima sezione della mostra, Sussurri Scientifici, chiude il viaggio invitando i visitatori ad ascoltare tracce ASMR e suoni in 3D che raccontano le scoperte neuroscientifiche emerse nelle altre sezioni, e stimolando così in loro una più profonda consapevolezza del nostro legame con il cibo e i suoi suoni nascosti.
Continua a leggere Games & Parks Industry Settembre 2025, pagina 76
Foto Courtesy: ©Archivio MUSE-Museo delle scienze, fotografo Michele Purin
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