Surf straordinario
12 Marzo 2025/ Dalla Germania al Medio Oriente e Cina, è boom di surf park /
Il surf è arrivato anche in Germania. Dopo sei anni a immaginarlo e sette mesi a sviluppare il progetto, lo scorso agosto c’è stata l’apertura ufficiale dell’O2 SURFTOWN MUC, il primo surf park della Germania e il più grande in Europa.
All’inizio sembrava un sogno irrealizzabile. “Fare surf in Germania – senza il mare? A molti sembrava fantascienza”, racconta Chris Boehm-Tettelbach, fondatore e amministratore delegato di O2 SURFTOWN MUC. “Avevamo dalla nostra solo la convinzione che il surf non è solo uno sport, ma uno stile di vita che unisce e che tutti dovrebbero sperimentare”. Sette anni dopo, quel sogno è diventato realtà, ed è oggi una meta straordinaria per gli appassionati di surf.
Situato a Hallbergmoos, nei pressi dell’aeroporto di Monaco, O2 SURFTOWN MUC si estende su 20.000mq e comprende il ristorante Lookout, aree per prendere il sole, una terrazza sul tetto, uno skate park, una passerella panoramica e, naturalmente, il pezzo forte: la piscina a onde vera e propria. Costruita da Myrtha Pools in collaborazione con Endless Surf, la piscina è lunga ben 180m e vanta una superficie che è più grande del 50% rispetto a quella di un normale campo da calcio, il che la rende la piscina a onde più grande d’Europa. Comprende quattro zone distinte per il surf, ognuna delle quali può accogliere fino a 16 surfisti contemporaneamente e può essere programmata con diversi tipi di onde: infatti la tecnologia Endless Surf è in grado di produrre onde alte da 0,5 a 2,1m, con forme diverse, che vanno dalle onde dolci per i principianti ai barrel potenti e picchi A-frame per i più esperti. Grazie alla configurazione a quattro zone, tutti i surfisti possono scegliere la zona adatta al loro livello, qualunque esso sia, e in base al tipo di onda che desiderano.
Fedele all’eredità del surf, da sempre attento alle tematiche ambientali, O2 SURFTOWN MUC è stato costruito con grande focus sulla sostenibilità: presenta impianti di generazione di energia solare ed eolica che lo rendono autosufficiente per l’80% del suo consumo energetico, un sistema idrico a circuito chiuso per ridurre al minimo lo spreco di acqua e un impianto di energia geotermica per il raffreddamento e il riscaldamento. Ma l’aspetto più notevole del nuovo surf park è la sua capacità di coltivare e riunire la comunità dei surfisti in Germania: “La nostra onda più grande non è quella della piscina”, afferma Boehm-Tettelbach. “È la comunità che abbiamo creato. Qui si riuniscono persone con background diversi, tutte unite dalla passione per il surf”.

Surf e surf park in ascesa
E la passione per il surf è in crescita in tutto il mondo. Da quando è stato confermato sport olimpico a Parigi 2024, il surf si sta affermando come uno degli sport acquatici in più rapida crescita a livello globale. Il che a sua volta sta dando nuova linfa ai surf park, come risposta perfetta per i principianti e per chi vive lontano dall’oceano, ma anche come campo di allenamento per gli atleti, che così possono sempre scegliere la forma e le dimensioni delle onde su cui si allenano. Grazie a una tecnologia sempre migliore, i surf park permettono di avvicinarsi al surf a un numero sempre maggiore di persone, rendendo questo sport più accessibile, sia economicamente che logisticamente, e perfetto per una spensierata giornata all’aperto. Lontano dalla costa, possono diventare un’ancora perfetta attorno a cui pensare altre proposte, come ristoranti o intrattenimento, diventando così un’ottima alternativa a parchi acquatici o termali più tradizionali.
Il loro successo è evidente nei dati di mercato. Secondo la società di consulenza Hotel & Leisure Advisors, il mercato globale dei surf park dovrebbe raggiungere i 3,8 miliardi di dollari entro il 2028 e il numero totale di surf park aperti nel mondo passerà da 36 a 76 in pochi anni.
Medio Oriente
Persino aree più tradizionaliste come il Medio Oriente si stanno avvicinando all’idea. Un esempio: Surf Abu Dhabi, che ha aperto negli Emirati Arabi Uniti alla fine di ottobre.
Frutto della collaborazione tra Modon Properties (l’investitore e gestore) e gli specialisti in tecnologie per onde artificiali Kelly Slater Wave Company, Surf Abu Dhabi sorge nell’isola di Hudayriyat, ed è la seconda laguna da surf degli Emirati Arabi Uniti e del Medio Oriente (la prima è stata Wadi Adventure, in seguito diventata Al Ain Adventure, costruita nel 2011). Si presenta come il parco di onde artificiali più avanzato mai realizzato, con la cresta più lunga, il barrel più grande e l’onda artificiale più alta di sempre. L’intera struttura, che comprende due ristoranti, si estende su 75.000mq, mentre la piscina vera e propria è lunga 560m, profonda 3m e larga 85m nel punto più ampio, con un fondale a forma di W che aiuta a dare forma a 4 tipi di onde. Può ospitare fino a 30 surfisti alla volta e generare onde alte fino a 3 metri.
Chi è alla ricerca di una giornata divertente nel caldo torrido degli Emirati apprezzerà anche l’enorme schermo per l’intrattenimento e l’impianto di illuminazione che consente di utilizzare il parco fino a notte fonda. Ma uno dei punti di forza di Surf Abu Dhabi è il team di istruttori a disposizione dei principianti, ai quali insegnano le basi prima sulla terraferma e poi nella piscina a onde.
“È molto più facile imparare qui, perché non c’è l’incertezza di non sapere quale sarà la prossima onda, ma si può prevedere esattamente quando arriverà” ha detto Gabriella Lailvaux, una surfista sudafricana che fa parte degli istruttori. “Inoltre l’onda è perfetta ogni volta. Puoi davvero migliorare in appena un’ora, cosa che non è possibile nell’oceano perché lì dipende sempre dalle condizioni generali”.
La surf mania cresce anche in Arabia Saudita. Nel promuovere la sua visione per diventare una delle principali destinazioni mondiali per l’intrattenimento, la nazione sta investendo in attrazioni uniche, tra cui anche i surf park. Un bell’esempio di questo trend è l’accordo di licenza esclusivo siglato nel 2024 da FlowRider Inc. e Saudi Entertainment Ventures (SEVEN) per portare in Arabia Saudita il brand Flow House con il suo concetto di location di intrattenimento che combina il surf con cibo e bevande. Tre Flow House sono attualmente in costruzione a Riyadh, Khabar e Jeddah. In tutte, il fulcro sarà un simulatore di surf “Flow Rider”, che offre esperienze di surf sicuro e divertente a persone di ogni età. “La Flow House è un tipo di struttura nuova per il mercato saudita, ma già molto amata a livello internazionale” ha affermato Damien Latham, responsabile delle attrazioni in SEVEN. “Non vedo l’ora di vedere sauditi e turisti sviluppare nuove abilità sulle onde e condividere l’esperienza con famiglie e amici”.
Sempre in Arabia Saudita, Aquarabia, il primo parco acquatico a tema del paese e il più grande della regione, avrà al suo interno anche “Surftopia”, la prima piscina per surf del paese. Si baserà sulla tecnologia di Endless Surf e avrà 4 tipi di onde personalizzabili per tutti i gradi di abilità, compreso principiante e pro, consentendo così agli utenti di imparare, esercitarsi e divertirsi con il surf. “Il surf è uno sport in rapida espansione nel mondo con oltre 25 milioni di praticanti in tutto il mondo. Siamo entusiasti di presentarlo al popolo saudita” ha commentato Jamie Charlesworth, che è a capo della filiale Middle East di Whitewater. “La nostra tecnologia ha ciò che serve per dare ai surfisti gli strumenti per superarsi, offrendo al contempo una vetrina per gli spettatori che potranno godersi lo spettacolo del surf osservando la pool da vari punti del parco”.

Un progetto importante è in corso anche in Bahrein. La società statale di investimenti immobiliari Edamah e GFH Financial Group hanno annunciato un surf park che aprirà il prossimo anno sulla costa sud-occidentale del paese all’interno del complesso multiuso Bilaj Al Jazayer, un progetto da 1,3 milioni di metriquadri comprendente hotels, residenze, aree commerciali e di ristorazione.
Il parco, che si chiamerà Bahrain Surf Park-Club Hawaii Experience, utilizzerà la tecnologia Wavegarden Cove per generare fino a mille onde artificiali l’ora all’interno della laguna. Ci saranno anche una scuola di surf, un beach bar, ristoranti, uno skate park, negozi, spazi per eventi e una terrazza panoramica.
Sarà un’importante attrazione turistica, che richiamerà circa 300.000 visitatori l’anno, diventando una straordinaria destinazione balneare per l’intera area, rivolta sia a surfisti che turisti.
Cina
Parlando di nuovi mercati per l’industria del surf e dei surf park non possiamo non occuparci anche della Cina. Questa nazione non ha tradizionalmente la cultura del surf, ma ha sicuramente delle buone onde – soprattutto nell’isola tropicale Hainan, nell’estremo sud del Paese – e molti posti che aspettano solo di essere scoperti lungo i suoi 14.500km di coste. Lo stesso governo sta supportando, finanziariamente e in termini di visibilità, lo sviluppo del surf come sport tra i giovani e giovanissimi. E le nuove generazioni, con la loro mentalità più aperta, sono molto propense a far propria la cultura del surf come qualcosa di bello, emozionante e sano.
Con queste premesse, il potenziale cinese è quindi alto anche per lo sviluppo di surf park. E a quanto pare presto la Cina avrà il suo primo surf resort. Rrecentemente è stato infatti annunciato Riyue Bay Surf Resort, frutto di una collaborazione tra American Wave Machines e la società di proprietà statale China Tourism Group Corp. Il complesso sorgerà a Wanning, nell’isola di Hainan (dove ha la sua base anche la nazionale cinese di surf) e utilizzerà la tecnolgia PerfectSwell dell’azienda californiana, la cui prima, celebre installazione è stata al BSR Surf Resort di Taco, Texas.
Lo sviluppo avverrà in 2 fasi: nella prima ci saranno, oltre alla surf pool, un hotel a tema con 132 camere, un’area shopping, uno skate park, bar, ristoranti e un surf shop. La fase 2 porterà invece a un ampliamento dell’hotel e all’aggiunta di altre soluzioni di alloggio. Il target? Esperti di surf da tutto il mondo, ma anche i cinesi che si stanno invece appassionando ora a quest’attività ludico-sportiva
Continua a leggere Games & Parks Industry Marzo 2025, pagina 22
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