Un’evoluzione strategica

Un’evoluzione strategica

3 Giugno 2025 Off Di Facto Edizioni

/ Il glamping prospera e l’industria alberghiera comincia ad abbracciare questo modello di ospitalità outdoor senza pregiudizi  /

Fino a 10-15 anni fa chi sceglieva di fare una vacanza in campeggio, sapeva che qualche giorno di vita felice a stretto contatto con la natura, in assoluta libertà, lontano da obblighi di etichetta e orari, comportava però necessariamente anche parecchie rinunce in termini di confort: sacchi a pelo invece di comodi letti, spazi più ristretti, bagni da condividere, pranzi e cene più spartane e via di questo passo.

Con la diffusione di quella nuova forma di campeggio a 5 stelle che è il “glamping” – un neologismo che nasce dalla contrazione dei termini ‘glamorous’ (affascinante, ricco di stile) e camping – il tempo delle rinunce oggi è finito: la vacanza outdoor è anche di gran lusso e garantisce i servizi di un hotel prestigioso. Basta canadesi e promiscuità, e spazio invece ad alloggi che sono delle raffinate tende in stile yurta mongola, tepee indiani, capanni di fogliame, maxibolle di vetro o case sugli alberi in contesti naturalistici stupendi. Dentro, letti a baldacchino, materiali ricercati, pavimenti in legno con tanto di tappeti pregiati, bagni privati con vasca relax, fornelli a induzione, aria condizionata, Tv a schermo piatto, eccetera. E fuori dagli alloggi, una miriade di esperienze uniche e memorabili che aspettano solo di essere vissute: dal trekking in natura ad attività culturali per scoprire le bellezze dei dintorni, da lezioni di yoga a laboratori di cucina locale, e molto altro ancora.

Glamping, un mercato che cresce a passo veloce

A favorire l’avanzare del glamping come nuovo modello di accomodation c’è sicuramente quel bisogno di natura che è proprio dell’uomo di città, stressato dai ritmi del quotidiano, così come una maggior sensibilità verso un turismo responsabile e sostenibile che il glamping incarna a pieno. Ancora il desiderio di vivere ‘esperienze’ esclusive ed immersive fatte di partecipazione diretta, emozioni e coinvolgimento, distanti anni luce dalla vacanza standard pre-confezionata. Infine, dal momento che il glamping non è un tipo di vacanza a buon mercato, non va sottovalutata neanche una maggior disponibilità economica media nelle persone, o quanto meno la propensione a darsi un budget più alto rispetto al passato per le vacanze, quando queste sono uniche e indimenticabili.

Sia quel che sia, indiscutibilmente il glamping ha preso rapidamente piede negli ultimi anni e con altrettanta velocità cresce: si stima che a livello globale questo mercato abbia raggiunto 3,45 miliardi di dollari nel 2024 per arrivare entro il 2031 a un valore più che raddoppiato, ovvero 7,11 miliardi.

Le grandi catene alberghiere di lusso si lanciano nel glamping 

Con questi numeri, non c’è da stupirsi se i colossi dell’hotellerie di lusso hanno cominciato anche loro a fare dei passi concreti nel glamping. Il fenomeno si osserva soprattutto negli Usa e coinvolge brand di grandissima fama. Hilton e Hyatt hanno stretto degli accordi con grossi operatori del glamping – rispettivamente AutoCamp e Under Canvas – grazie ai quali i loro clienti possono spendere e guadagnare punti dei programmi fedeltà anche prenotando, direttamente dai canali delle 2 catene alberghiere, soggiorni glamping outdoor in tutti gli States. 

Le location, solitamente dentro parchi nazionali (come lo Yellowstone National Park nel Montana, lo Yosemite National Park in California, o il Great Smoky Mountains nel Tennessee) o nelle loro immediate vicinanze, sono una decina nel caso di AutoCamp e una quindicina invece per Under Canvas, e offrono esperienze outdoor in scenari naturalistici meravigliosi con tutti gli agi e il lusso a cui è abituato chi soggiorna abitualmente in alberghi Hilton o Hyatt. Le sistemazioni di AutoCamp sono prevalentemente degli Airstream (le iconiche roulotte americane riconoscibili per la loro carrozzeria in alluminio lucido e arrotondato) con tutti i confort di suite d’hotel, mentre nel caso di Under Canvas gli alloggi sono megatende in stile safari, ma sempre altrettanto lussuose. Sia nell’uno che nell’altro caso, grande peso viene dato anche a servizi e amenities varie: ad esempio, ristoranti outdoor con menu gourmet, attività come giochi, musica live, cinema all’aperto, escursioni con guida, laboratori di pittura, sedute di meditazione ecc.

Marriott International compra Postcard Cabins e apre dei safari camp in Africa

Marriott si è spinta molto più in là rispetto a Hilton e Hyatt. Per cominciare a dicembre ha acquisito Postcard Cabins, uno dei pionieri nel settore delle outdoor accomodation: fondato nel 2015 con il nome Getaway, questo brand ha oggi oltre 1.200 chalet di lusso in 29 location sparse in tutti gli Usa, sempre in suggestive aree boschive e raggiungibili dalle grandi città in meno di 2 ore d’auto. Location quindi molto appetibili, ideali per chi vuole staccare la spina per qualche giorno e godersi la natura senza spostarsi troppo e senza scendere a compromessi con i confort. 

Per chi invece cerca outdoor, natura, grande lusso, ma anche esotismo, Marriott ha in serbo 2 safari camp in Kenya, il primo dei quali aprirà già il prossimo agosto. The Ritz-Carlton Masai Mara Safari Camp, situato poco lontano dal confine con la Tanzania, nel cuore della Riserva Naturale del Masai Mara, è un esclusivo resort con 20 tende-suite (misure minime: 163mq) che garantiscono un legame intimo con la spettacolare natura circostante e al tempo stesso il massimo del lusso: piscina a sfioro, ampi spazi abitativi interni ed esterni e persino un maggiordomo al proprio servizio per tutto il soggiorno. La cucina proposta è un viaggio di alta gastronomia nei sapori africani e nelle tradizioni Masai, e lo stesso rispettoso legame con il luogo e la sua cultura lo si ritrova, assicura Marriott, anche nelle esperienze proposte: passeggiate naturalistiche, visite ai villaggi, percorsi olistici ispirati alle tradizioni curative indigene, voli in mongolfiera sopra la riserva, feste serali in stile Masai trascorse tra balli e racconti sorseggiando del tè kenyano.

Dopo questo primo safari camp, un altro simile – JW Marriott Mount Kenya Rhino Reserve Safari Camp – aprirà a inizio 2026 nel cuore della Solio Game Reserve, conosciuta per il programma di riproduzione dei rinoceronti bianchi e neri, oltre che per l’abbondanza di specie locali come leopardi, antilopi, ghepardi e gazzelle.

Sempre in Africa, ma in Tanzania, vicinissimo al Serengeti National Park, Marriott aprirà inoltre nei prossimi mesi l’Autograph Collection Mapito Safari Camp che prevede 16 suite in tenda. Tra le loro caratteristiche uniche, anche l’avere un soffitto retrattile per potersi addormentare sul comodissimo letto del proprio alloggio ammirando il cielo stellato africano.

Continua a leggere Games & Parks Industry Giugno 2025, pagina 8

Foto Courtesy: Hyatt, Hilton, Marriott

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